Corteo contro le frontiere e ogni razzismo – Bellinzona, 27.10.2018

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Maggiori informazioni: it-it.facebook.com/events/312463656005664/

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Fattore di protezione D – NO all’iniziativa per l’autodeterminazione

I diritti umani ci proteggono.

Non sono scolpiti nella pietra, in quanto non sono automaticamente garantiti dalla costituzione federale. È responsabilità di ognuno di noi assicurarci che essi non vengano intaccati da tribunali nazionali, parlamenti o decisioni popolari.

L’iniziativa popolare “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l’autodeterminazione)” chiede il predominio assoluto del diritto svizzero rispetto al diritto internazionale, alle convenzioni cui ha aderito la Svizzera, e questo in un mondo globalizzato e a scapito dei diritti umani. Continua a leggere

LIBERTÀ DI MOVIMENTO PER TUTT*, SOLIDARIETÀ CON LE PERSONE MIGRANTI!

Mi permetto segnalare questo incontro organizzato dal collettivo R-Esistiamo, attualmente una delle poche voci che si oppongono all’isolamento dei richiedenti l’asilo e determinati a vivere la molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci :
DOMENICA 7 OTTOBRE, AL CENTRO PER RICHIEDENTI L’ASILO DI CADRO (VIA ALLA STAMPA 15), DALLE ORE 15.00. Continua a leggere

Dopo 5-10 anni occorrono buone ragioni per revocare un permesso

Secondo la raccomandazione 2000/15 del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, immigrati con una dimora abituale di oltre 5-10 anni vanno considerati immigrati di lunga durata che possono perdere il diritto di soggiorno solo a determinate condizioni. Anche in Svizzera, di regola si riceve il permesso di domicilio dopo 5 o 10 anni e dopo 10 anni si può chiedere di essere naturalizzati. Il solo interesse a un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e stranieri non può quindi bastare per rifiutare il rinnovo del permesso di dimora in caso di immigrati di lunga durata.

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La difficile eredità migratoria – indicatori statistici

La popolazione svizzera con un passato migratorio vive sistematicamente in condizioni finanziarie e materiali più sfavorevoli di quella autoctona. Secondo uno studio pubblicato il 30.07.2018 dall’Ufficio federale di statistica (UST), succede lo stesso a parità di formazione o di età.

Link agli indicatori (in francese e tedesco): bfs.admin.ch
La pubblicazione: Statistischer Bericht zur Integration der Bevölkerung mit Migrationshintergrund, scaricabile su bfs.admin.ch

Notizia apparsa su swissinfo.ch il 30.07.2018 – Svizzeri con passato migratorio più poveri degli autoctoni: swissinfo.ch

34’361

E’ l’elenco più completo oggi esistente delle vittime accertate della Fortezza Europa, realizzato dalla Ong olandese United for intercultural action: unitedagainstracism.org.

List of 34,361 documented deaths of refugees and migrants due to the restrictive policies of “Fortress Europe”: la lista dei rifugiati e dei migranti morti a causa delle politiche restrittive della “Fortezza Europa”: unitedagainstrasism.org – la lista (al 5 maggio 2018).

Tra di noi nessuna frontiera

Oltre 2’000 persone hanno manifestato sabato pomeriggio 16.08.2018 a Berna, in un corteo che ha raggiunto Piazza federale, all’insegna dello slogan “tra di noi nessuna frontiera” (che l’ATS ha tradotto con: “tra di noi nessun confine”). C’era anche un folto gruppo dal Ticino, due bus pieni organizzati dal Pop Ticino.

Le scarne notizie apparse sui media non riescono minimamente a rendere giustizia alle migliaia di persone di ogni colore – molte toccate personalmente e direttamente da una politica d’asilo e degli stranieri sempre più restrittiva – andate in piazza per urlare: Ich bin auch ein Mensch – anch’io sono un essere umano! Uomini e donne che chiedono semplicemente uguaglianza, libertà, il diritto di viaggiare e di muoversi, che protestano contro discriminazioni, oppressione, di essere considerati di seconda classe, espulsioni. Continua a leggere

Fuori i nostri

Nella puntata del 1. giugno 2018, Patti chiari ha presentato le storie di due persone cresciute in Svizzera sin dalla prima infanzia: l’una, madre di un figlio svizzero, per finire ha potuto restare. L’altra, perché ha commesso alcuni reati, dovrà essere espulsa o rischia comunque di finire per strada perché non riesce più a farsi riconoscere come cittadino da uno Stato estero in cui non ha mai vissuto. Continua a leggere

Se questa non si chiama repressione …

Comunicato stampa del Collettivo femminista Io l’8 dell’ giugno 2018:
“Il Collettivo femminista Io l’8 ogni giorno si è riunito ieri sera al Tra di Lugano per discutere dello sciopero delle donne previsto per il 14 giugno 2019.
Poco dopo la conclusione della riunione, decine di poliziotti hanno fatto irruzione nel Biblio-Café Tra l’altro, requisendo i documenti alle persone presenti e impedendo loro per oltre due ore di allontanarsi.
Oltre alla nostra riunione, ieri sera, al Tra c’era anche un incontro per organizzare la trasferta a Berna per la Manifestazione contro il razzismo del 16 giugno. E c’erano vari clienti che volevano passare semplicemente una serata tranquilla.
Il Collettivo Io l’8 ogni giorno esprime la sua solidarietà verso i gerenti e il personale del Biblio-Café e verso tutti i/le clienti che hanno subito quest’intervento disproporzionato.
Nessuna repressione potrà mai fermare la solidarietà e la lotta per i diritti di tutte e di tutti!”
Fonte: iolotto.ch
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