34’361

E’ l’elenco più completo oggi esistente delle vittime accertate della Fortezza Europa, realizzato dalla Ong olandese United for intercultural action: unitedagainstracism.org.

List of 34,361 documented deaths of refugees and migrants due to the restrictive policies of “Fortress Europe”: la lista dei rifugiati e dei migranti morti a causa delle politiche restrittive della “Fortezza Europa”: unitedagainstrasism.org – la lista (al 5 maggio 2018).

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Tra di noi nessuna frontiera

Oltre 2’000 persone hanno manifestato sabato pomeriggio 16.08.2018 a Berna, in un corteo che ha raggiunto Piazza federale, all’insegna dello slogan “tra di noi nessuna frontiera” (che l’ATS ha tradotto con: “tra di noi nessun confine”). C’era anche un folto gruppo dal Ticino, due bus pieni organizzati dal Pop Ticino.

Le scarne notizie apparse sui media non riescono minimamente a rendere giustizia alle migliaia di persone di ogni colore – molte toccate personalmente e direttamente da una politica d’asilo e degli stranieri sempre più restrittiva – andate in piazza per urlare: Ich bin auch ein Mensch – anch’io sono un essere umano! Uomini e donne che chiedono semplicemente uguaglianza, libertà, il diritto di viaggiare e di muoversi, che protestano contro discriminazioni, oppressione, di essere considerati di seconda classe, espulsioni. Continua a leggere

Fuori i nostri

Nella puntata del 1. giugno 2018, Patti chiari ha presentato le storie di due persone cresciute in Svizzera sin dalla prima infanzia: l’una, madre di un figlio svizzero, per finire ha potuto restare. L’altra, perché ha commesso alcuni reati, dovrà essere espulsa o rischia comunque di finire per strada perché non riesce più a farsi riconoscere come cittadino da uno Stato estero in cui non ha mai vissuto. Continua a leggere

Se questa non si chiama repressione …

Comunicato stampa del Collettivo femminista Io l’8 dell’ giugno 2018:
“Il Collettivo femminista Io l’8 ogni giorno si è riunito ieri sera al Tra di Lugano per discutere dello sciopero delle donne previsto per il 14 giugno 2019.
Poco dopo la conclusione della riunione, decine di poliziotti hanno fatto irruzione nel Biblio-Café Tra l’altro, requisendo i documenti alle persone presenti e impedendo loro per oltre due ore di allontanarsi.
Oltre alla nostra riunione, ieri sera, al Tra c’era anche un incontro per organizzare la trasferta a Berna per la Manifestazione contro il razzismo del 16 giugno. E c’erano vari clienti che volevano passare semplicemente una serata tranquilla.
Il Collettivo Io l’8 ogni giorno esprime la sua solidarietà verso i gerenti e il personale del Biblio-Café e verso tutti i/le clienti che hanno subito quest’intervento disproporzionato.
Nessuna repressione potrà mai fermare la solidarietà e la lotta per i diritti di tutte e di tutti!”
Fonte: iolotto.ch
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Sfruttamento del lavoro di migranti vulnerabili: possibilità di prevenzione e di repressone

Le/i migranti in situazione di soggiorno precario in Europa lavorano spesso in condizioni molto difficili. In questi ultimi anni, autorità, ricercatori e media hanno rilevato dei rapporti di lavoro non solo in condizioni difficili, ma anche di manifesto sfruttamento. Lo sfruttamento lavorativo è un fenomeno frequente anche in Svizzera, come dimostra la ricerca « Exploitation du travail dans le contexte de la traite des êtres humains », pubblicata in marzo 2016 dal Forum suisse de l’étude des migrations et de la population dell’Université di Neuchâtel (SFM). Continua a leggere

La giustizia assolve il razzismo di stato

da area anno XXI – N° 6 – 20 aprile 2018:
La giustizia assolve il razzismo di stato di Silvano De Pietro riferisce come il tribunale distrettuale di Zurigo ha nuovamente assolto tre poliziotti per il fermo di un uomo di colore con problemi cardiaci che si era rifiutato di mostrare un documento. L’accusa era di abuso di autorità e messa in pericolo della vita altrui. Leggi l’articolo apparso su area: La giustizia assolve il razzismo di stato

Alliance contre le racial profiling: stop-racial-profiling.ch

Non basta una situazione di povertà per revocare un permesso di dimora

Tribunale federale, 13 marzo 2018, 2C_1053/2017

Nell’ambito dell’esame dell’avvenuta integrazione secondo l’art. 50 cpv. 1 lit. a LStr, la suddivisione dei ruoli scelta dalla coppia non deve penalizzare il coniuge attivo all’interno delle mura domestiche. Occorre accordare alla persona che si era sin lì occupata dell’economia domestica un congruo periodo di tempo per permetterle un reinserimento professionale, ecc. Continua a leggere